Introduzione

Questo blog nasce come raccolta personale di appunti e informazioni, insomma come aggregatore di tutto il materiale reperibile in rete sull’oggetto della mia tesi di laurea: Eduardo De Filippo (il figlio di Luisa, non l’omonimo) .

L’idea è nata durante la lettura del volume Parole mbrugliate (Emilio Pozzi, Parole mbrugliate,Bulzoni,Roma, 2007), in particolar modo del saggio di Damiano Gadaleta, Oltre la rete, nella realtà , a mio parere non accuratissimo. Gadaleta affronta una ricerca in internet di pagine che parlano di Eduardo. L’impressione che ne riporta è negativa, “grandi cifre e poca qualità”.

Mi sono messo nei suoi panni, visto e considerato che in quei panni ci ero già stato, ricercando su internet spunti  e riferimenti bibliografici su Eduardo: effettivamente la quantità di risultati e disorientante, e ancora peggio non si capisce in quali pagine si tratti di Eduardo e in quali invece sia solo citato. Per non parlare del fatto che molte – quasi tutte – sono fatte da amatori: interessanti per le impressioni e per il fatto stesso che a tanti anni dalla scomparsa ci si interessi ancora alla sua opera, ma sommarie e spesso ricche di imprecisioni.

Per questo motivo mi sono ripromesso di creare un’ aggregatore, una raccolta di link selezionati e classificati anche in base alla loro affidabilità. Gli scopi sono due: mettere a disposizione di altri una raccolta di informazioni e riferimenti, risparmiandogli così senonaltro il tempo da me speso per effettuare queste ricerche; avere una personale raccolta di materiale sempre a portata.

La struttura vorrebbe  ispirarsi a quella del wiki. Mi spiego: qualora qualcuno (esperto, amatore, detrattore, insomma chiunque) volesse introdurre nelle pagine variazioni, aggiunte, correzioni, approfondimenti ecc. sarà sufficiente inserirli nei commenti – magari provvederò io a cambiare gli articoli; qualora invece volesse pubblicare delle pagine su questo blog può direttamente inviarmi il materiale via mail.

Questo è solo un esperimento: naturalmente non ha pretese di scientificità e se la cosa non dovesse incontrare, il blog sarà chiuso all’indomani della discussione della mia tesi di laurea.

Saluti

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Pubblicato on 4 ottobre 2007 at 19:32  Comments (21)  

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21 commentiLascia un commento

  1. ciao marco! ho dato un`occhiata,anche se sbrigativa, ai tuoi “appunti”! complimenti! dimostri che non e` affatto vero che sei un perdigiorno :-D

    un abbraccione!

  2. AUTORI
    Questa sezione è dedicata agli autori dei testi pubblicati sul nostro sito; forniamo una breve presentazione dell’artista e delle sue opere ed eventuali informazioni che possano facilitarne il contatto (sito internet, e-mail, numero di telefono, …).
    Se sei un autore e sei interessato all’iniziativa puoi scrivere al nostro indirizzo di posta
    Cari amici,
    vi invio questo poche notizie, segno del mio amore per il grande EDUARDO.
    Pasquale Calvino

    EDUARDO DE FILIPPO
    Sintesi biografica
    a cura di Pasquale Calvino
    1900-1910
    Eduardo De Filippo, figlio di Luisa De Filippo e Eduardo Scarpetta, nasce il 24 maggio a Napoli (quartiere Chiaia, nelle immediate vicinanze della : ” Villa Comunale”).
    La madre, Luisa De Filippo, era una delle nipoti della moglie legittima del padre: Rosa De Filippo.
    Eduardo, all’ età di 4 anni, appare per la prima volta sulle tavole di un palcoscenico(Teatro Valle di Roma, nella parodia dell’ operetta ” La Geisha” scritta dal padre Eduardo Scarpetta.
    Il bambino Eduardo continuerà a fare la comparsa nella compagnia teatrale del padre e poi in quella del fratellastro Vincenzo Scarpetta, figlio di Rosa De Filippo.
    Eduardo frequenta irregolarmente la scuola ” Romanelli” di Napoli.
    Nel 1910 Eduardo Scarpetta appare per l’ ultima volta nei panni di attore perché si ritira dalle scene per problemi di salute(asma, affanno…)
    1911-1920
    La condotta irrequieta di Eduardo costringono il padre a metterlo nel 1911 in collegio(Istituto Chierchia), sempre a Napoli.
    Durante l’ estate del 1912 recita nella rivista della compagnia teatrale di Rocco Galdieri.
    Nel 1913, dopo varie fughe dal collegio, interrompe definitivamente gli studi regolari, ma continua da autodidatta la sua istruzione leggendo molto, in particolare testi teatrali, che aveva conosciuto sotto la guida del padre(Scarpetta costringe il figlio Eduardo a copiare per almeno 2 ore al giorno, le commedie di autori italiani e napoletani.
    Eduardo entra nella compagnia di Enrico Altieri che durante l’ estate recita a Napoli, al Teatro S. Ferdinando,al teatro Trianon(oggi ristrutturato e tempio della canzone napoletana) nelle vicinanze della zona Forcella e infine all’ Teatro Orfeo nelle vicinanze della stazione centrale di Napoli(oggi cinema Argo)
    I ruoli che Eduardo ricopre nella compagnia di E. Altieri sono ruoli marginali nei drammi e ruoli più impegnativi nelle farse, ma amplia la sua formazione d’ attore recitando anche nella sceneggiata, nel melodramma , nel dramma storico…
    Nel 1914 entra stabilmente nella compagnia di Vincenzo Scarpetta come ” secondo brillante” ma in realtà facendo un poco di tutto dal servo di scena al suggeritore, all’ attrezzista e così continua la sua formazione d’ attore. Negli ultimi anni della sua vita dirà che solo sul palcoscenico, lavorando,facendo l’ artigianato, si impara l’ arte di recitare.
    Nel 1918, dopo la prima guerra mondiale, ricopre il ruolo di “brillante” interpretando, con gran successo importanti ruoli comici(la compagnia di Altieri è a Roma).
    Nel 1920 presta servizio militare di leva nella caserma del II Reggimento Bersaglieri di Trastevere. In virtù della sua fama crescente di attore, anche nella caserma e fuori di essa continua a recitare.Forma una compagnia di prosa per il reggimento e scrive scenette che rappresenta in caserma con alcuni bersaglieri.
    1921-1930
    Scrive l’ atto unico” Farmacia di turno”, sua prima commedia pubblicata.
    La commedia viene messa in scena nel cortile della caserma su un palcoscenico rudimentale e facilmente smontabile e rimontabile ogni sabato alle ore 17. Il sabato recita da dilettante in caserma ma tutti gli altri giorni da professionista al Teatro Valle nella compagnia di Vincenzo Scarpetta. Ne 1922 termina il servizio militare , lascia la compagnia di Vincenzo Scarpetta e entra in quella di Francesco Corbicini debuttando, per la prima volta ufficialmente nella regia, a Napoli in ” Surriento gentile” di Enzo Lucio Murolo. Scrive: ” Uomo e galantuomo”.
    Viene scritturato nella compagnia di rivista di Vincenzo Di Napoli dove finalmente ricopre il ruolo di ” comico primario” e scrive per questa compagnia scenette che si ispirano alla vita quotidiana.
    Nel 1923 ritorna nella compagnia diretta da Vincenzo Scarpetta e amministrata dal fratello di Vincenzo, Domenico Scarpetta( fratellastri di Eduardo assiema a Maria Scarpetta nota con lo pseudonimo di Mascaria)
    Nel 1925,al teatro Fossati di Milano viene notato da uno dei più importanti critici italiani: Renato Simoni che gli dedica 5 righe sul ” Corriere della sera”. Sempre nel 25, dopo 15 anni dal ritiro dalle scene, muore , a Napoli, Eduardo Scarpetta.
    Nel 1927, Eduardo, lasciata la compagnia di Vincenzo Scarpetta, forma con Michele Galdieri, durante l’ estate una compagnia di riviste.
    Al teatro Fiorentini di Napoli mettono in scena: “La rivista che… non piacerà” che incontra un grande successo sia a Napoli sia in giro per la provincia.
    All’ inizio della stagione teatrale 1927-28, decide di arricchire la propria formazione teatrale recitando in lingua nazionale e viene scritturato dall’ impresario Sebastiano Bufi nella compagnia Carini-Falconi. Recita così il repertorio di Dario Niccodemi e Gioacchino Forzano.
    La compagnia però, nonostante l’ ottimo successo , si scioglie e Eduardo ritorna in quella di Scarpetta ricoprendo ruoli di primaria importanza. Conosce e si innamora di una giovane ragazza americana :Dorothy Pennington, venuta in vacanza Italia con la famiglia .
    A Roma, nella chiesa evangelica di Via Nazionale, nel 1928, Eduardo si sposa contro l’ opposizione della famiglia di Dorothy, che non vogliono parentele con attori..
    Nell’ estate del 1929 è invitato a partecipare come interprete e coautore alla realizzazione della rivista :” Pulcinella principe in sogno”da Mario Mangini giornalista e scrittore, marito della sorellastra Maria Scarpetta.
    Per raggiungere la compagnia a Napoli, Eduardo prende il treno da Roma e durante il viaggio scrive: ” Sik-Sik, l’ artefice magico”, che costituirà la seconda parte del lavoro teatrale e sarà interpretata da Eduardo(Sik-Sik, in napoletano sta per secco, secco, infatti Eduardo era magrissimo).
    Nell’ estate del 1930 ripete la stessa esperienza con la compagnia Molinari e diventa il capogruppo di una formazione chiamata “Ribalta gaia” della quale fanno parte anche i fratelli Peppino e Titina De Filippo che collaborano anche alla stesura dei testi.
    Eduardo, incoraggiato dal grande successo che incontra assieme al fratello Peppino e alla sorella Titina, terminati gli impegni con la compagnia Molinari, prova a fare dell’ avanspettacolo e costituisce, assieme ai fratelli il gruppo: Teatro Umoristico.
    Recitano a Palermo, Roma, Milano…ma l’ insuccesso per la prima volta costringe Eduardo a ritornare alla compagnia Molinari nel mese di ottobre del 1930. Scrive la rivista teatrale” E’ arrivato ‘ o trent’ uno”, che poi, dopo 40 anni pubblicherà col titolo: ” Ogni anno punto e da capo”, ricostruendo i testi a memoria.
    1931-1940
    In estate riforma il “Teatro umoristico” e la compagnia recita al teatro Palazzo di Montecatini il proprio repertorio senza grandi successi.. In autunno, Eduardo, ritorna nella compagnia Molinari.
    Poi , con i fratelli, forma di nuovo la compagnia “Il teatro umoristico” e il 25 dicembre debutta al cinema-teatro Kursaal(oggi Filangeri di Napoli) con l’ atto unico: “Natale in casa Cupiello”.
    Eduardo aveva programmato una sola settimana di repliche e invece per il grande successo ottenuto, rimane fino alla fine della stagione teatrale 31-32..
    Il 25 dicembre del 1931 rappresenta l’ inizio di un periodo di grandi successi e la nascita di quel gruppo che Eduardo dirigerà fino al 1944(quando per una lite romperà i rapporti con Peppino).
    Nell’ estate del 32 riceve da Peppino Amato(produttore cinematografico napoletano)la sua prima scrittura per il cinema. Il film sarà:”Tre uomini in frac”, un film comico-musicale con Tito Schipa come coprotagonista.
    Con i soldi ricevuti per il film rifinanzia la compagnia di cui diviene direttore artistico e riesce finalmente ad avere, a Napoli, un teatro vero e proprio: Il Sannazzaro.
    Il suo repertorio comprende tutte le commedie scritte da lui e dai fratelli, i testi di Scarpetta, Pirandello, Armando Curcio,Ugo Betti,Luigi Antonelli, Paola Riccora, Lucio D’Ambra, Gino Rocca, Athos Setti, Mascaria…
    Il successo che la compagnia ottiene a Napoli nella stagione 32-33 gli apre le porte di tutti i teatri italiani. Nel 1933 conosce finalmente di persona Luigi Pirandello che è al Teatro Politeama per vederlo. Il 21 maggio del 1935 mette in scena al teatro Odeon di Milano
    la traduzione fatta da Peppino del testo di Pirandello: “Liolà”. La collaborazione con Pirandello porta Eduardo a scrivere una commedia partendo da una novella del Maestro Pirandello.
    Nasce così :” L’ abito nuovo” che purtroppo andrà in scena solo dopo la morte di Pirandello.
    Nel 1936 viene denunciato al ministero dell’ Interno per ” atteggiamento antifascista”.
    Nel 1937 Eduardo si rifiuta di partecipare al ” sabato teatrale” voluto dal regime e adduce come motivo scusante il fatto che il suo teatro essendo in dialetto, non è un teatro gradito al regime ma solo tollerato. Mentre recita nel film:”L’ amore mio non muore” si ammala gravemente di tifo e per due mesi è tra la vita e la morte. I critici teatrali preparano il suo necrologio e glielo inviano, dopo la guarigione, in segno di portafortuna..
    Nel 1938 viene di nuovo denunciato e le motivazioni sono così espresse: ” Il notissimo attore Eduardo De Filippo potrebbe essere pago dei successi di ilarità conseguiti recitando e che, a quanto pare, non accennano a scemare! Invece tiene molto, specie nelle cenette notturne, in compagnia di gente più o meno equivoca, a fare dello spirito di pessima lega sui provvedimenti razziali”.
    Non vengono presi provvedimenti nei suoi confronti e sembra che Mussolini avesse detto:
    ” I De Filippo non si toccano, sono monumenti nazionali”.
    Nel 1940, l’ 8 maggio, al teatro Quirino di Roma va in scena la commedia di Armando Curcio ed Eduardo: ” A che servono questi quattrini”.
    1941-1950
    Nel 1941 al Ministero degli Interni arriva una nuova denuncia:” Ci risulta in modo certo che i fratelli De Filippo, noti comici,sono nettamente antifascisti e in questo momento stanno facendo propaganda nettamente disfattista con coloro cui sono in contatto…I De Fipippo, a quanto ci è stato riferito, mirano soprattutto a diffondere l’ odio contro i tedeschi e ad auspicare la vittoria anglo-sassone…”
    Molte altre denunce arrivano agli organi competenti ma la questura di Roma :” non trova concreti elementi a conferma” e i De Filippo vengono lasciati in pace.
    Nel 1944 Eduardo viene avvertito da Totò di essere stato incluso assieme al fratello Peppino nella lista dei deportati verso il nord ed è costretto ad interrompere le recite all’ Eliseo di Roma e a nascondersi presso amici.
    La madre Luisa che vive a Roma, segue con angoscia i loro problemi conseguenti al loro antifascismo; si ammala, poi si riprende , ma dopo una ricaduta si spegne il 21 giugno del 44, quando finalmente gli alleati sono entrati in Roma.
    Eduardo ritorna a Napoli e riprende gli spettacoli fino al 10 dicembre, data di scadenza del contratto, dopo di che ” Il Teatro Umoristico” si scioglie.
    Nel 1945 forma la sua nuova compagnia: ” Il teatro di Eduardo” con la sola sorella Titina per la lite con Peppino. Il 25 marzo del 45 debutta al teatro S. Carlo di Napoli con la commedia:” Napoli Milionaria”. La rappresentazione è per beneficenza in favore dei bambini poveri della città martoriata dalla guerra.
    “Arrivai al terzo atto con sgomento(intervista di Eduardo a Enzo Biagi), recitavo e sentivo attorno a me un silenzio assoluto, terribile: Quando dissi la battuta finale: ” Deve passare la notte(Addà passà a nuttata)” e scese il pesante velario, ci fu silenzio per ancora otto o dieci secondi, poi scoppiò un applauso furioso e anche un pianto irrefrenabile. Tutti avevano in mano un fazzoletto, gli orchestrali che si erano alzati in piedi, i macchinisti che avevano invaso la scena, il pubblico che era salito sul palco. Tutti piangevano e anche io piangevo, e piangeva Raffaele Viviani, che era corso ad abbracciarmi: Io avevo detto il dolore di tutti.”
    Dopo questa accoglienza trionfale, il più grande successo conseguito finora da Eduardo, l’ascesa per i teatri d’ Italia è clamorosa sia del pubblico sia della critica, che finora non era stata sempre giusta nei suoi confronti.
    Nel 1947 investe tutti i suoi guadagni e compra il suolo con le macerie del teatro S. Ferdinando di Napoli, distrutto nel 43 da un bombardamento.
    Per due stagioni rinuncia al teatro per dedicarsi al cinema, più redditizio e che può offrirgli i mezzi per la ricostruzione del ” Suo” teatro, per la realizzazione del Suo grande sogno.
    Il 3 giugno del 1948, Thea Prandi, ex attrice di varietà, alla quale si era unito dopo il fallimento del matrimonio con Dorothy, dà alla luce il primo figlio di Eduardo: Luca De Filippo.
    Nel 1950 nasce Luisa De Filippo(Luisella).
    All’ XI Festival del Teatro di Venezia presenta: ” La paura numero uno”.
    1951-1960
    Nel 1952, nella Repubblica di San Marino, viene annullato il suo matrimonio con Dorothy, ma per sposare Thea deve aspettare che venga effettuata la trascrizione in Italia.
    Nel 1954 finalmente può inaugurare il Teatro San Ferdinando, costruito superando molte difficoltà .Salvatore De Muto, l’ ultimo grande interprete della maschera di Pulcinella gli consegna la maschera avuta dal suo predecessore. Eduardo fonda la compagnia “Scarpettiana” per far rinascere le tradizioni del teatro napoletano, per formare nuovi attore, per riproporre le opere di Eduardo Scarpetta, da lui riscritte e messe in scena, senza la sua presenza di attore.
    La compagnia è diretta da Eduardo con la collaborazione di Michele Galdieri .
    Nel 1955 , mettendo in scena: “Questi fantasmi”,partecipa al festival Internazionale d’ Arte Drammatica..
    Nel 1956 finalmente può sposare Thea Prandi che gli ha dato 2 figli : Luca e Luisella.
    Nel 1959 scrive una ” lettera aperta” al Ministero dello Spettacolo denunciando la precaria condizione del teatro italiano e di coloro che vi operano.(v. pag. 143 Bergonzini-Zardi: “Teatro anno zero”)
    Nel 1960, mentre recita al teatro Quirin o di Roma: “Sabato, domenica e lunedì” apprende la terribile notizia della morte, per emorragia celebrale, della figlia Luisella, di soli 10 anni, che si trovava con il fratello Luca in vacanza al Terminillo.
    1961-1970
    Nel 1961 perde anche la moglie Thea, dalla quale viveva separato ma la cui morte gli procura un tremendo dolore. Per il teatro San Ferdinando non riesce ad avere aiuti né dalla amministrazione del comune di Napoli, né dal Ministero dello Spettacolo ed è costretto, con immane dispiacere a doverlo chiudere. Non potendo lavorare per il teatro, registra per la RAI nove commedie che andranno in onda nel 1962. Sempre nel 62 Eduardo inizia con la sua compagnia una tournee che lo porterà in Russia,Polonia, Austria, Belgio…mettendo in scena, con grande successo, i capolavori da lui scritti.
    Nel 1963 Titina muore ed Eduardo riceve un’ altro immenso dolore.
    Registra per la televisione lo sceneggiato: “Peppino Girella” tratto da una novella di Isabella Quarantotti, sua valida collaboratrice e che in seguito sposerà.
    Nel 1964 riapre il teatro San Ferdinando con la direzione di Eduardo e di Paolo Grassi, che cerca di favorirne il rilancio collegandolo al Piccolo di Milano diretto da Streheler.
    L’ idea è di farne un teatro stabile napoletano, ma il progetto ancora una volta fallisce sempre per la mancata volontà politica di fornire un sostegno alla costituzione di un teatro nazionale stabile nella città di Napoli..
    Nel 1965 scrive e mette in scena al teatro San Ferdinando: “L’ arte della commedia” nella quale ripropone le ingiustizie della situazione teatrale che già aveva espresse nella ” lettera aperta”.
    Nel 1967 mette in scena al 26° Festival Internazionale del Teatro di Prosa di Venezia:
    “Il contratto”. Luca, il figlio di Eduardo, entra nella compagnia del padre col nome di Luca della Porta.
    1971-1980
    Nel 1971, a Napoli, non essendo riuscito a trovare aiuti né per il teatro San Ferdinando, né per la scuola di recitazione, è costretto a cedere il teatro in gestione all’ Ente Teatrale Italiano(ETI).
    Nel 1972 mette in scena a Londra : “Napoli Milionaria”.
    Il 18 dicembre del 72, l’ Accademia dei Lincei gli conferisce il ” Premio Internazionale Antonio Feltrinelli per il Teatro”. Tra le motivazioni si legge:” il merito di aver sciolto i rigidi confini della maschera dialettale per dare vita ad un personaggio unico, sempre se stesso e sempre diverso, di un’ intensa, poetica, dolorosa comicità…” e inoltre: ” i suoi testi vivono al di là dell’ efficace interpretazione del loro autore. Se così non fosse, non si riuscirebbe a spiegare il successo che hanno riscosso fuori della loro terra d’ origine, tradotti e recitati in lingue diverse.”
    Nel 1973 , a Londra, Franco Zeffirelli cura la regia di “Sabato, domenica e lunedì” interpretato da Laurence Olivier e dalla moglie Joan Plowrigth. Il successo è enorme e a Londra da allora , in ogni stagione teatrale si mette in scena una commedia di Eduardo.
    Ancora nel 1973 mette in scena a Roma, al teatro Eliseo, la sua ultima commedia: “Gli esami non finiscono mai”
    Nel 1974, mentre recita “Gli esami..” avverte i primi sintomi della insufficienza cardiaca che lo costringono a sospendere le recite. Il 5 marzo 1974 viene operato per l’ applicazione di un pace-maker. Il 27 marzo riprende le repliche della sua ultima commedia.
    Nel 1975 registra , a colori, quattro commedia per la televisione italiana: tre di Eduardo Scarpetta e una del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Continuerà a registrare a colori le sue commedie, in una nuova edizione e con il figlio Luca fino al 1978.
    Il 4 febbraio del 1977, in via Cesare Rossaroll, a Napoli, il sindaco Maurizio Valenzi sposa
    Eduardo e Isabella Quarantotti. L’ avvenimento doveva restare segreto ma non vi si riesce.
    Nel maggio del 1977 nasce Matteo, figlio di Luca e Eduardo diventa nonno.
    Il 15 luglio 1977 riceve dall’ Università di Birmingham la laurea ” honoris causae” in Lettere.
    Solo Ignazio Silone aveva ottenuto prima di lui da una Università inglese tale riconoscimento .
    Nel 1979 muore il fratello Peppino De Filippo.
    A gennaio del 1980 finalmente dopo anni di lotta riesce a fondare la sua scuola di drammaturgia ma non a Napoli, come avrebbe voluto, bensì a Firenze, con l’ aiuto del Comune di quella città e dell’ ETI. In quel periodo a Firenze, era ancora attiva ” La bottega teatrale ” di Vittorio Gassman. I discepoli di Eduardo scriveranno la commedia: “Simpatia” su soggetto di Eduardo e pubblicata da Einaudi l’ anno seguente.
    Il 24 maggio 1980 festeggia il suo 80° compleanno al teatro Manzoni di Milano, in presenza sel sindaco di Napoli e di Milano.
    Il 17 novembre 1980 l’ Università di Roma gli conferisce la laurea ” honoris causae” in Lettere.
    1981- 1984
    Il 26 settembre 1981, dopo la morte di Eugenio Montale, viene nominato senatore a vita da Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica. La motivazione è: ” per altissimi meriti nel campo artistico e letterario”.
    L’ Università di Roma, facoltà di Lettere, lo nomina professore titolare del corso di drammaturgia per l’ anno accademico1981-82. Gli studenti con la sua guida iniziano a scrivere commedie. La prima ad essere pubblicata e rappresentata è: “Mettiti al passo” su soggetto di Eduardo e scrittura scenica di Claudio Brachini. La commedia però non ottiene il consenso del pubblico e della critica.
    Il 23 marzo 82 il neosenatore Eduardo presenta un’ interpellanza al Ministro di Grazia e Giustizia Darida sui problemi dell’ “Istituto Filangieri” di Napoli per la rieducazione dei minori.
    Da quel momento Eduardo aiuterà quei ragazzi cercando di realizzare una fondazione per lo studio, il recupero e lo sviluppo delle arti e dei mestieri che potesse dare a questi sfortunati ragazzi la possibilità di imparare un mestiere o forme di artigianato in modo da potersi reinserire nella società tramite un lavoro che desse loro la possibilità di vivere e\o aiutare le famiglie.
    Nel 1983, al Palasport di Napoli, recita le sue poesie per raccogliere fondi per la fondazione: “Città dei ragazzi” che dovrà permettere il recupero e l’ inserimento lavorativo dei ragazzi ospiti degli istituti napoletani di Procida e Nisida..
    Durante l’ estate dell’ 83, a Montalcino, con l’ aiuto della moglie Isabella traduce ” La tempesta” di Shakespeare in un napoletano del 600.
    Nel 1984 partecipa allo sceneggiato televisivo di Comencini:”Cuore”, impersonando il vecchio maestro.
    A Taormina il 16 settembre 84, durante il XXX Convegno dell’ Istituto del Dramma Italiano, riceve il premio :”Una vita per il teatro”. Con voce soffocata dalla stanchezza e dall’ emozione esprime il suo ringraziamento e la sua riconoscenza e quelle parole diventeranno l’ ultimo testamento spirituale di Eduardo. Egli testualmente dice: “Non ho mai voluto prender parte a feste e festeggiamenti perché se così non avessi fatto, non avrei potuto scrivere 55 commedie. E perché allora sono venuto? Perché è la festa del teatro e perché volevo trovarmi insieme a tutti i miei colleghi, giovani e anziani, per celebrare questo momento così vitale per le nostre scene. Voglio anch’io per una volta assistere dalla platea. Qualcuno dice di me che sono un orso, che sono scostante, ma soltanto questo mio carattere mi ha consentito di fare quello che ho fatto. Sono stato un gelo, è vero, un gelo durante le prove delle mie commedie e un gelo durante le prime, ma credetemi, il cuore batteva forte, l’ emozione mi stringeva sempre la gola. Ho sacrificato per il teatro tutta la mia vita. Ho sacrificato per il teatro tutta la mia vita; mio figlio è cresciuto ed io non me ne sono neanche accorto. Meno male che è cresciuto bene. Non ha avuto privilegi Luca, ha fatto la gavetta come tanti giovani, ma c’è l’ ha fatta. Perché vi parlo di lui? Non l’ ho mai fatto in passato: questa è la prima volta. Vi parlo di lui perché senza di lui il mio cuore avrebbe cessato già di battere. E invece batte ancora, e palpiterà sempre, anche un domani, quando sarò morto”.
    A Taormina è l’ ultima volta in cui Eduardo appare in pubblico
    Il 20 ottobre avrebbe dovuto essere a Venezia, al XXXII Festival Internazionale del Teatro, ma le sue condizioni di salute non glielo permettono.
    Muore, in una clinica romana, il 31 di ottobre del 1984: il giorno seguente quasi tutti i quotidiani italiani scrivono di Lui in prima pagina.
    LE OPERE
    1 – “Gli esami non finiscono mai”
    Un attore spiega al pubblico che interpreterà con tre barbe(nera,grigia e bianca) il personaggio di Guglielmo Speranza durante tutto l’ arco della vita. Egli, tra una scena e l’ altra, dialogherà con il pubblico rivelandogli i propri pensieri, le proprie riflessioni.
    Guglielmo si è laureato e chiede la mano di Gigliola Fortezza. Il padre della ragazza gliela concede dopo interrogatori e prove varie.
    Guglielmo si sposa, passa un decennio e indossa la barba grigia, confessa al pubblico le mortificazioni subite ma anche che è innamorato di una ragazza molto più giovane di lui che si chiama Bonaria.
    Un suo vecchio compagno, ipocrita e meschino, Furio La Spina, gli dice che Gigliola sa della sua relazione. In un incontro tra Gigliola e Bonaria, quest’ ultima afferma di volersi sacrificare allontanandosi da Guglielmo e da Napoli per non sentirsi giudicata da persone meschine e per non pesare su Guglielmo, che lei ama teneramente.
    Gugliemo, indossata la barba bianca, passa il tempo a leggere, senza mai parlare e con strani comportamenti.
    Nel giorno della sua morte, vestito di tutto punto( aveva inutilmente chiesto di essere sepolto nudo come era venuto al mondo), segue sorridendo il suo funerale, dopo l’ elogio funebre di Furio La Spina.
    Questa commedia sembra essere il testamento teatrale e artistico di Eduardo De Filippo. In questo lavoro, Eduardo, riassume le sue idee antiche e inserisce le nuove,accostandosi, a suo modo, al teatro antitradizionale. Critica le ingiustizie, le storture della vita, la mala-società costituita dagli oppressori,invidiosi,ipocriti,pettegoli,gelosi… e tutti i falsi valori che vengono imposti e che regolano detta società. E’ la lotta di Guglielmo Speranza contro un mare di problemi, contro tutti i condizionamenti e i falsi valori.Il protagonista di questa commedia è un eroe a metà strada tra l’ Ulisse-eroe di Omero e l’ Ulisse-antieroe di Joyce; è in parte un vinto dalla società e dalla famiglia e, in parte, a modo suo, un vincitore. Il vero protagonista della commedia non è solo Guglielmo Speranza con tutta la sua cultura ma anche e sopratutto una persona che non sa neanche leggere e scrivere correttamente: Bonaria, la donna che ha dato al nostro eroe-antieroe l’ unica parentesi di felicità della sua vita; la donna che riesce a prendere delle decisioni, anche quando queste le fanno male; una creatura buona, dolce, comprensiva; una donna non colta di nozioni, ma colta di sensibilità e di intelligenza e forse più vincitrice del protagonista maschile( Bonaria è sicuramente più determinata di Guglielmo). Eduardo-Guglielmo Speranza non riesce ad abbandonare la famiglia per la donna che ama e dalla quale si sente riamato, ma elabora una tecnica che riesce a gratificarlo, a vendicarlo contro tutti quelli che gli hanno fatto e continuano a fargli del male,a fargli sentire che non è solo un vinto, ma anche un combattente e sicuramente un vincitore, anche se sui generis: egli non dialoga più col prossimo, non comunica più con la parola perché si convince che la parola è vana quando gli altri non capiscono o non vogliono capire (ricordiamoci di zio Nicola delle “ Voci di dentro” di Alberto Stigliano di “ Mia famiglia” e di Luca Cupiello che è costretto al mutismo dalla malattia).
    All’ inizio della commedia, dopo la fine degli studi(satira sulla cultura universitaria e sui grandi maestri della medicina Dottor Nero, Rosso e Bianco), Guglielmo viene sottoposto dalla famiglia della fidanzata a una serie di domande le più intime e private, a cui è costretto a dare una risposta, subendo, inerme, una angosciante violenza. Nel corso della commedia vengono affrontati importanti problemi come il divorzio(siamo nel 1973), la libera convivenza,la collocazione del battesimo dopo il raggiungimento dell’ età della ragione, il matrimonio civile e religioso… e tutte le imposizioni sociali, che non rispettano né la propria libertà né i diritti altrui.
    La struttura di questa commedia si distacca da tutto il precedente teatro eduardiano, avvicinandosi alle più moderne estetiche e tecniche drammaturgiche, quelle per cui l’ attore può parlare direttamente col pubblico, estraniarsi dal personaggio che interpreta. Questa tecnica ci ricorda il teatro classico,B. Brecht e anche la rivista (scenette distaccate-musica-canzoni…).
    Guglielmo-Eduardo finisce come tutti i personaggi troppo buoni e giusti, nella malattia e nella morte. A Guglielmo non viene concesso nemmeno di essere sepolto nudo, così come era venuto al mondo, come simbolo di verità e autenticità, senza i vestiti dell’ ipocrisia.Ma i funerali di Guglielmo non sono cosa triste,vi partecipa lui stesso finalmente sorridente.
    Io credo che anche oggi, a distanza di oltre 30 anni, la deconnotazione semantica di questo lavoro non sia cosa facile, ma certamente affascinante.
    Ciò che sicuramente è vero è che Eduardo ci avverte che non è possibile privarsi della propria personalità e autenticità, delle proprie convinzioni e decisioni, altrimenti si finisce col diventare schiavi della società e dei suoi sistemi di repressione. Questo testo non è solo una denuncia amara, ironica e satirica della società in cui viviamo, ma è anche un invito a operare per i valori veri, autentici, genuini. Questo lavoro si ribella non tanto agli esami che si sostengono fino alla morte, ma all’ ingiustizia di voler fare esami agli altri senza specifica richiesta. Eduardo, in un’ intervista, afferma: “ rifare sempre gli esami agli altri è un vizio dell’ uomo” e ancora: “ l’ elogio funebre è una cosa terribile, io mi auguro che chi veda questa commedia non possa più pronunciare due parole di circostanza ad un funerale”.
    Vorrei concludere citando la motivazione del premio “ Feltrinelli 1972” che giustamente riconosce che i testi di Eduardo vivranno al di là della stupenda interpretazione data dal loro autore, perché se così non fosse non si potrebbe spiegare il successo che essi hanno riscosso e riscuotono fuori della loro terra d’ origine, tradotti e recitati in circa 100 lingue.
    Se ciò valeva nel 1972 vale maggiormente oggi.
    (Pasquale Calvino)
    BIBLIOGRAFIA
    1- Giammusso M.- Vita di Eduardo
    2- Antonucci G.- Eduardo De Filippo
    3- ” – Storia del teatro italiano
    4- Bisicchia A.- Invito alla lettura di Eduardo
    5- Giammattei E.- De Filippo
    6- Barsotti A.- Introduzione a Eduardo
    7- ” – Eduardo drammaturgo
    8- Bussagli M.- Eduardo in maschera
    9- Cine Club Napoli- Eduardo e il cinema
    10- Coen Pizer L.- L’ esperienza comica di Eduardo
    11- Cocorullo P.- Eduardo
    12- Di Franco F.- Eduardo da scugnizzo a senatore
    13- ” – Le commedie di Eduardo
    14- ” – Eduardo
    15- Libero L.- Le lacrime di Filumena
    16- Filosa C.- Eduardo poeta comico del tragico quotidiano
    17- Frascani F.- La Napoli amara di Eduardo
    18- ” – Eduardo segreto
    19- ” – Eduardo
    20- Ottai A.- Eduardo
    21- Ottai e Quarenghi -L’ arte della commedia
    22- Quarenghi P.- Lo spettatore col binocolo
    23- Magliulo G- Eduardo De Filippo
    24- Mignone M. B.- Il teatro di Eduardo critica sociale
    25- Gargiulo G.- Con Eduardo
    26- Moscati I.- Il cattivo Eduardo
    27- De Miro D’ Ajeta B. – Eduardo nu teatro antico sempre apierto
    28- Greco F. C.- Eduardo e Napoli Eduardo e L’ Europa
    29- Bergonzini e Zardi- Teatro anno zero
    30- Taviani F. – Uomini di scena uomini di libro
    31- Trevisani G. – Teatro napoletano dalle origini
    32- Calcagno P.- Eduardo la vita è dispari
    33- Quarantotto-De Filippo I.- Eduardo vita e opere
    34- A.A.V.V.- Eduardo nel mondo
    35- ” – Teatro e drammaturgia a Napoli nel novecento
    36- Casarico C.- Il mito di Eduardo
    37- Compatangelo M. L.- Eduardo maestro di drammaturgia
    38- De Matteis S.- Lo specchio della vita
    39- Bertani O.- Parola di Teatro
    40- Bernard E.- Autori e drammaturgie
    Per ulteriori informazioni bibliografiche : pasqualecalvino@email.it

  3. Ciao a tutti.
    Marco Masucci mi ha spinto a leggere questo bel libro e ho pensato che poteva essere utile recensirlo:
    PAROLE MBRUGLIATE (Parole vere per Eduardo)
    di Emilio Pozzi (pag.449) – Bulzoni Editore (euro 30.00)
    (recensione di Pasquale Calvino)

    Veramente interessante l’ ultimo libro di Emilio Pozzi dove il tema è “ Eduardo De Filippo”: quasi centocinquanta voci diverse per personalità, carattere, modus vivendi…esprimono giudizi, opinioni,testimoniano aneddoti…per darci una visione sempre più nitida e precisa della personalità di questo grande autore teatrale, oltre che poeta, attore, regista…
    Da questo libro è nato anche l’ idea per un sito internet(https://eduardodefilippo.wordpress.com) dove Marco Masucci, laureando in lettere con una tesi su Eduardo, elenca giudizi positivi e negativi di tutti coloro che hanno qualcosa da dire sul Maestro: esperti, giornalisti, critici, … giudizi, pensieri,riportati da libri, riviste, giornali e anche direttamente scritti da chiunque abbia qualcosa da dire su Eduardo. Masucci,pur amando il teatro di Eduardo, non si limita a riportare giudizi positivi ma giustamente riporta anche quelli negativi di chiunque voglia comunicare un suo pensiero su questo autore, estimatore o detrattore che sia ( riporta anche il giudizio di Barbetti che non aveva ben compresa l’ importanza del teatro eduardiano).
    Il libro di Pozzi non è quindi uno dei soliti testi(anche questi utilissimi ma comuni) che illustrano il parere di una sola persona sulle varie commedie di Eduardo e sulla vita e personalità del drammaturgo (la cui bibliografia già conta più di cento libri solo in italiano che ci parlano di Eduardo), ma, riportando il parere di molti, appassiona il lettore a crearsi una propria visione del fenomeno Eduardo.
    Apre il libro una prefazione dell’ illustre Prof. Ferruccio Marotti che ebbe, tra gli altri, il grande merito di convincere Eduardo a insegnare all’ Università di Roma(insegnamenti raccolti poi in : Eduardo-Lezioni di Teatro-Einaudi)
    Marotti scrive: “E’ quello di Emilio Pozzi un libro di testimonianze, dove il vissuto umano e teatrale di Eduardo, rivisitato attraverso il racconto di varie generazioni di autori attori registi, a lui legati per i più diversi aspetti, esce prepotentemente in primo piano e ci colpisce per la ricchezza della vita vissuta che si mescola inestricabilmente con i vari punti di vista sul teatro nei suoi aspetti complementari di professione e contributo artistico”.
    Un libro dunque la cui lettura è consigliabile a tutti, esperti, gente comune, semplici spettatori di qualche commedia di Eduardo.
    (recensione di Pasquale Calvino email: pasqualecalvino@email.it )

  4. …”la bellezza dei drammi dell’ autore partenopeo(Eduardo N.d.R.)sta nel loro essere fruibili a tutti, a differenti gradi di comprensione, conservando nella semplicità una ricchezza di mondi filosofici e sfumature di significato da lasciare di stucco”… (Dario Venturi)
    Chi è d’ accordo e chi non lo è?
    (pasquale calvino)

  5. Cari teatrofili e eduardofili,
    sono alla ricerca dei seguenti volumi:

    Ingrosso-Eduardo spiegato con Eduardo- Lacaita
    Le Rose- Note su Eduardo-Nuovi autori
    Ortolani-Sabato, domenica e lunedì- Bulzoni
    Ugo De Vita-Il teatro dei De Filippo- Nuova cultura(2002)
    Vito Pandolfi-Eduardo De Filippo- Marzorati

    Se qualcuno potesse indicarmi librerie o siti dove poterli acquistare gli sarei molto grato.
    Pasquale

  6. sono interessato anche ai seguenti libri:
    G.B. De Sanctis-Eduardo De Filippo commediografo neorealista
    Pietro Seddio-Eduardo De Filippo-

    pasqualecalvino@email.it

  7. Sono interessato ai seguenti volumi:
    1-Eduardo spiegato con Eduardo-Ingrosso- Casa Editrice LACAITA
    2-Natale in casa de Filippo-Augusto Carloni- BENINCASA
    3-Il teatro dei De Filippo- Ugo De Vita-Nuova cultura
    4-Eduardo D F. commediografo neorealista-De Sanctis-UAG-Perugia
    5-Realtà e metafora nella cantata dei giorni pari- Stefano Longo-CORTESE
    email pasqualecalvino@email.it

  8. ciao vorrei avere qlc materiale su de filippo e precisamente su filumena. è importante x la tesina. grazieee

  9. braviximo

  10. Ciao, ho letto con grande interesse il tuo sito e i vari interventi. Sono uno studente di lettere e come tesi specialistica devo svolgere un lavoro di analisi filologica e dei contenuti sulle opere di De Filippo.
    Il tema principale è “La Napoli di De Filippo, analisi di una indistricabile città”.
    Mi sarebbe utilissima una mano per reperire materiale di critica.
    Ringrazio anticipatamente chiunque mi sappia aiutare e lascio il mio indirizzo e-mail per contatti.
    Vi prego di contattarmi e/o rispondermi via e-mail in quanto la controllo più frequentemente.

    E-mail : francesco.stan@hotmail.it

    Saluti

    • Ciao, se hai trovato materiali e vuoi aggiungerlo a questo blog inviamelo.

  11. Ciao a tutti,
    piacere mi chiamo Annalisa De Filippo,si proprio così! Sono fortunata nel possedere questo cognome strepitoso.
    Il sito è Veramente interessante!
    Sono una studentessa e vorrei perferzionarmi ancor di più su Eduardo dato che ho l intenzione d’ incentrare la mia tesina su di lui. Sarei felice di ricevere un vostro consiglio su opere e sul confronto di pirandello,tanto per essere ancor più sicura.Aspetto risposte.

    Saluti.

    • Salve De Filippo. Come è andata poi?

  12. Now I am going to do my breakfast, when having
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  13. Marvelous, what a webpage it is! This webpage presents valuable information
    to us, keep it up.

  14. Ciao io sono una studentessa di liceo scientifico e quest’anno ho la maturità. .. volevo chiedere un aiuto poiche ho deciso di incentrare la mia tesina su eduardi de filippo e vorrei collegare alcune delle sue commedie ad ogni materia… in italiano volevo portare pirandello e volevo sapere quali commedie ganno forti riferimenti ad esso.
    in filosofia freud avevo pensato al sogno molto presente nelle commedie di eduardo.. come in nonti pago se puoi consigliarmi qualche altra commedia da abbinare. ..
    poi in storia porto napoli millionaria direi azzeccatissima… latino avrei pensato a plauto ma nn ne sono sicura
    il mio problema sono inglese, arte, geografia astronomica (potrebbe andare bene in campagna è caduta una stella?? )
    p.s. complimenti il sito è molto bello :)

  15. Ciao. Innanzitutto non sbagliare a scrivere il nome e metti le maiuscole! Per quanto riguarda Pirandello viene da pensare subito a “l’abito nuovo”, scritta a 4 mani dai due maestri. Poi la letteratura si spreca sui collegamenti fra Pirandello e Eduardo… https://eduardodefilippo.wordpress.com/tag/pirandello/
    Riguardo al sogno non puoi non considerare “Le voci di dentro”. Su storia “Napoli milionaria” mi pare una scelta azzeccata…
    Sul latino non mi pronuncio, che non è il mio campo purtroppo. L’unica cosa latina nella mia tesi è stata la frase “castigat ridendo mores”.
    Inglese potresti fare un lavoro sulla messa in scena di “sabato domenica e lunedì” di Laurence Olivier con la Plowright.
    Arte… Scenografie?https://eduardodefilippo.wordpress.com/tag/scenografia/
    Geografia astronomica… mi pare un po’ forzato come collegamento. Dovresti parlarne col professore e sentire lui… Nel film che dici lui recitava e basta, non è opera sua… Ma devi per forza mettere tutte le discipline? Perchè astronomia per quanto mi sforzi non riesco proprio a collegarla a Eduardo… non più di informatica…
    Se utilizzi il social network Facebook puoi iscriverti al gruppo https://www.facebook.com/groups/231319373655769/
    Saluti

    • Grazie per l’aiuto gentilissimo.
      Mi dispiace aver sbagliato a scrivere il nome ma purtroppo scrivevo da uno smartphone quindi scusami per tutte le imprecisioni. Mi iscriverò sicuramente al gruppo. Grazie ancora.

  16. Ciao,
    sono uno studente dell’università di Firenze e sto cercando di elaborare una tesi triennale in Storia del teatro.
    L’idea è quella di proporre la classica struttura a tre capitoli.
    Il primo un excursus sulla storia del teatro dialettale italiano: nascita, sviluppi, temi e stili per poi concentrarmi sulle esperienze di Venezia e Napoli.
    Il secondo capitolo è dedicato a Cesco Baseggio, straordinario interprete dialettale delle commedie goldoniane mentre il terzo al teatro in lingua di Eduardo De Filippo.
    Di Baseggio sono riuscito a recuperare tutta la scarsa critica esistente, di De Filippo la bibliografia è sterminata e mi occorreranno in futura da parte tua delle delucidazioni ma per quanto riguarda più in generale il teatro dialettale italiano che volumi o saggi mi consigli?
    Grazie mille.

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